Di tutti i pensieri, le frasi, i discorsi che ho letto e sentito in questi giorni, c'è un piccolo messaggio di poche parole che ho intravisto a Coriano che secondo me meglio racchiude Marco Simoncelli.
"Marco, volerti bene è stato facile, dimenticarti sarà impossibile".
In effetti, per quanto me ne sia potuto fare un'idea reale, seguendo il Sic dalla Tv o sui giornali, Marco "ti arriva" immediatamente per la sua spontaneità e per la sua simpatia, in un'intervista come in un commento dopo gara, indipendentemente dalla sua bravura sopra le bestie a due ruote da 230 cavalli.
A mio avviso il Sic era il talento emergente più cristallino, più puro, più splendente del panorama motociclistico italiano. Sono pienamente d'accordo con chi sostiene che la grandezza di Marco come pilota sarebbe esplosa l'anno prossimo, e che questa che sta per finire era la stagione in cui il suo talento si stava affinando definitivamente, stava maturando. Già quest'anno nelle prime gare ed in queste ultime si vedeva che aveva la stoffa e la classe per stare, lottare e battere i migliori della classe. Mi piaceva di lui soprattutto la determinazione e la grinta che metteva in moto, grinta che anche un "non tecnico delle due ruote" poteva riconoscere soprattutto nei duelli ravvicinati, nei corpo a corpo, che sono le fasi più rare in un gran premio ma sono di sicuro gli sprazzi che più ti rimangono impressi nella mente.
Il desiderio più grande di Marco era il mondiale Moto GP. Quello che a me darebbe molta gioia, è un mondiale vinto da Valentino correndo per tutta una stagione col 58 rosso del Sic dentro al 46 giallo ... e sul cupolino da una parte TheDoctor e dall'altra SuperSic.
RIP Marco
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