martedì 28 dicembre 2010

Se cenone doveva essere, che cenone sia

Per la prima volta in 27 capodanni, passerò la serata in un ristorante per il più classico dei cenoni.

Premesso che sono convinto che la percezione di quanto uno si diverta in una occasione di festa non dipende da quello che viene fatto ma dalle persone con le quali la condividi, festeggiare il 31 dicembre in un ristorante è una cosa che non m'ha mai attirato più di tanto. Preferirei di gran lunga andare fuori Perugia - anche solo per una notte - oppure cenare in gruppo ed aspettare il brindisi di mezzanotte per poi salire prima in centro e poi in qualche locale per chiudere la serata.

Sta volta però, la scelta è stata quasi obbligata: ad andar fuori Perugia saremmo stati solo io e la Laura e, sarebbe stata utopia pensare che saremmo usciti per il dopo mezzanotte se avessimo organizzato qualcosa o in una casa o ai Tigli, quindi l'unica scelta utile per evitare almeno di andare a letto prima dei botti di capodanno è parsa quella del cenone, dove puoi mangiare, mangiare e mangiare, ed eventualmente fare anche due salti a ritmo di musica.

L'idea, appoggiata subito anche da altri, s'è tramutata in prenotazione il giorno successivo, lasciando cmq spazio per chiunque volesse aggiungersi, posti liberi permettendo.

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